Chi siamo

Compagnia Riciclaggio Inerti

CO.R.I., acronimo di Compagnia Riciclaggio Inerti, operativa in San Daniele Po (CR) dal 2013, è sorta con la finalità di colmare un vuoto, sino ad allora sentito sul territorio dalle province di Parma, Cremona e Piacenza, relativamente alla necessità di dare un’efficace risposta alle problematiche di smaltimento dei rifiuti inerti ed alle evidenti opportunità derivanti da una loro appropriata valorizzazione al fine di consentirne l’ottimale e più adeguato riutilizzo.
Con una mirata azione di rilevanti evoluzioni impiantistiche, rispetto all’impostazione originaria tesa alla produzione di soli aggregati per rilevati e sottofondi, CO.R.I. è ora nelle condizioni di proporsi al mercato, sia in termini di classificazioni granulometriche che di caratteristiche prestazionali, con una gamma di prodotti e di modalità di impiego ben più ampie ed innovative nonché notevolmente vantaggiose in termini economici.
Tale scelta aziendale si è rivelata peraltro in piena coerenza e sintonia con i più recenti orientamenti della Commissione Europea, che, rammentiamo, pone come obbiettivo 2020, per tutti i Paesi membri, il raggiungimento del 70% di riciclaggio/recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione annualmente prodotti.
È infatti superiore ai 2 miliardi di tonnellate la quantità di questa tipologia di rifiuti che, opportunamente e diffusamente reimpiegata, potrà offrire un concreto e significativo contributo al tanto auspicato “sviluppo sostenibile”.
Per il conseguimento di dette opportunità produttive è stata attuata, da parte di CO.R.I., un’intensa ed impegnativa implementazione impiantistica, frutto di ricerca e sviluppo tecnologico, costantemente affiancata da un Laboratorio esterno certificato ed accreditato, per quanto attiene i prodotti ottenuti, che ne ha monitorato, constatato e validato, via via, i diversi parametri prestazionali.
L’elevata flessibilità del ciclo produttivo introdotto, la massimizzazione e l’efficienza del ciclo di separazione e di recupero delle frazioni estranee ed in particolare di quelle ferrose, consentono oggi, oltre alla produzione di qualsivoglia granulometria, di ottimizzare, riducendone l’entità, anche il peso in mucchio dei materiali derivanti dal trattamento e recupero delle scorie d’acciaieria, notoriamente caratterizzate da eccellenti standards prestazionali, ma sin qui, in termini commerciali, penalizzati dal loro elevato peso specifico, più marcatamente per le granulometrie inferiori ai 20-30 mm.
Su questi presupposti si è quindi decisa ed introdotta la produzione delle inedite miscele a matrice composita, gestite percentualmente e bilanciate mediante un rigido controllo elettronico, che uniscono i vantaggi derivanti dalla “leggerezza” delle macerie alla “resistenza” delle scorie d’acciaieria.